Villaggio di Lung Tam: guida completa alla tessitura della canapa degli H’Mong

Immerso nel cuore del maestoso altopiano carsico di Dong Van, il villaggio di Lung Tam, nel distretto di Quan Ba, Ha Giang, non è una semplice tappa turistica: è il cuore vivente della tessitura tradizionale della canapa degli H’Mong. Ogni pezzo che esce dai suoi laboratori racconta una lunga storia, dalla durezza della terra di pietra all’abilità delle mani delle donne, componendo una cultura che non si trova in nessun altro luogo.

Il villaggio va conquistato: lungo la strada che collega la città di Ha Giang all’altopiano, poco dopo il passo di Quan Ba, una piccola strada scende verso la valle del fiume Mien. Alla fine, il ritmo regolare dei telai vi accoglie ancora prima di arrivare alle prime case.

La canapa, l’anima del popolo H’Mong

Per gli H’Mong, la canapa non è un semplice tessuto. Tradizionalmente, una giovane donna doveva tessere personalmente l’abito che avrebbe indossato entrando nella casa del marito, e ancora oggi i defunti vengono vestiti con abiti di canapa affinché possano essere riconosciuti dai loro antenati. Il tessuto accompagna così ogni fase della vita, dalla nascita al matrimonio fino ai funerali. Collega il mondo dei vivi a quello degli spiriti, e per lungo tempo la capacità di filare la canapa è stata considerata la misura stessa delle qualità di una donna H’Mong.

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Donne H’Mong raccolgono la canapa nei pressi del villaggio di Lung Tam, Ha Giang

Dal campo di canapa al tessuto: 41 fasi interamente manuali

Occorrono circa sette mesi per passare dal seme al tessuto finito, attraverso 41 fasi completamente manuali. La canapa viene seminata, raccolta, essiccata, quindi la corteccia viene staccata e strappata in fibre sottili. Le donne le arrotolano sulla coscia per unirle, le filano al filatoio e poi le ammorbidiscono in acqua di cenere prima di tessere sui telai a pedale. Il gesto è così radicato nella vita quotidiana che a Lung Tam si vedono donne filare mentre camminano, con una manciata di fibre in mano. Il battito regolare delle navette scandisce la vita del villaggio come una musica di sottofondo.

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Le fibre di canapa, separate dalla corteccia e poi distese prima della filatura

Il batik con cera d’api e la tintura all’indaco

La firma visiva dei tessuti di Lung Tam nasce da una tecnica a riserva: con uno stilo di bambù dalla punta di rame, immerso nella cera d’api fusa, le artigiane disegnano spirali, rombi e motivi a forma di lumaca sulla tela bianca. Il tessuto viene poi immerso più volte in bagni di indaco naturale e infine bollito per sciogliere la cera. I motivi appaiono così in chiaro sul fondo blu notte.

Il Batik

La bellezza dei tessuti di Lung Tam

tissuti-Lung-tamQuesti tessuti non sono semplici indumenti, ma vere e proprie opere d’arte popolare. I motivi evocano le montagne, gli animali, le piante e i simboli spirituali del mondo H’Mong: la lumaca rappresenta l’idea di famiglia e prosperità, mentre le spirali raccontano le migrazioni del popolo. La tintura vegetale all’indaco produce colori profondi che invecchiano bene, e nessun pezzo è esattamente uguale a un altro. È proprio questo che distingue il lavoro di Lung Tam dai tessuti industriali venduti nei mercati turistici: ogni borsa, ogni sciarpa, ogni pezzo di tessuto porta con sé le ore di lavoro e l’intenzione di chi lo ha realizzato.

Lung Tam, un villaggio che vive del proprio artigianato

La storia recente del villaggio conferisce alla tessitura una dimensione ulteriore. Alla fine degli anni ’90, quando la coltivazione del papavero da oppio iniziò a scomparire dalle montagne del nord, Lung Tam fece della canapa la propria alternativa economica: nel 1999, l’impresa sociale Craft Link e un programma di cooperazione tra Vietnam e Svezia sostennero la rinascita di questo mestiere.

Due anni dopo, una donna del villaggio trasformò questa opportunità in una realtà duratura. Vang Thi Mai, nata nel 1962 e per lungo tempo presidente dell’Unione delle donne della comunità, fondò nel 2001 la cooperativa della canapa di Lung Tam con dieci membri e un capitale di 13 milioni di dong. Oggi la struttura riunisce circa 140 donne distribuite in nove gruppi di produzione, e i suoi tessuti raggiungono una ventina di clienti internazionali, soprattutto in Europa. La stampa vietnamita ha soprannominato la sua fondatrice “la signora della canapa”.

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Vang Thi Mai, fondatrice della cooperativa della canapa di Lung Tam, con alcune visitatrici

Al di là dei numeri, la cooperativa ha cambiato il ruolo delle donne nel villaggio. I ricavi della tessitura finanziano l’istruzione dei bambini e la ristrutturazione delle case, mentre artigiane un tempo confinate alla vita domestica oggi presentano il loro lavoro in fiere ad Hanoi e all’estero. Il turismo non ha trasformato Lung Tam in un semplice scenario: si è innestato su un mestiere ancora vivo, ed è proprio questo a rendere la visita così autentica.

Visitare il laboratorio: cosa vi aspetta

La visita segue il filo della produzione. Si passa dalle fascine di canapa essiccata ai filatoi, poi ai telai e ai tavoli per il batik, accompagnati dalle artigiane che mostrano volentieri i loro gesti. Potete provare a usare il filatoio o a tracciare qualche motivo con la cera d’api: i primi tentativi sono raramente perfetti, ma l’esercizio permette di capire quanta pazienza richieda questo lavoro.

Il negozio della cooperativa completa naturalmente la visita: sciarpe, borse, cuscini, tovaglie e pezzi di tessuto venduti al metro, con piccoli souvenir a partire da circa 20.000 dong e la maggior parte degli articoli sotto i 100.000 dong. Gli acquisti vengono effettuati direttamente dalle donne che hanno realizzato i prodotti, senza intermediari. È la forma più diretta di sostegno possibile, quindi, se decidete di contrattare, fatelo con un sorriso e tenendo presente le ore di lavoro dietro ogni pezzo.

Le donne di Lung Tam

Ciò che colpisce maggiormente i visitatori, tuttavia, non sono né la tecnica né il negozio. Sono le donne stesse: mani indurite dal lavoro sulle fibre eppure precise come quelle di una ricamatrice, risate che passano da un telaio all’altro, un’ospitalità semplice che elimina rapidamente ogni distanza. Il laboratorio accoglie visitatori quasi ogni giorno, a volte a centinaia, e non ha perso nulla della sua sincerità: qui si lavora prima e si vende dopo. Sedetevi per qualche minuto accanto a una filatrice e il villaggio smetterà di essere una semplice tappa per diventare un ricordo duraturo.

Tra loro, una figura è diventata famosa ben oltre i confini del Vietnam: Sung Thi Co, decana del laboratorio, disegna motivi con la cera d’api dall’età di 13 anni, con oltre otto decenni di esperienza alle spalle. A 97 anni, le sue linee conservano una precisione sorprendente, senza righello né modello. Alla fine del 2025, il video di una viaggiatrice straniera che la mostrava al lavoro, accompagnato da un malizioso “hello”, ha superato i dodici milioni di visualizzazioni, trasformandola in uno dei volti più amati del turismo vietnamita. Se avete la fortuna di incontrarla nel laboratorio, prendetevi il tempo di salutarla: il suo sorriso vale più di tutti i souvenir del negozio.

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Da sapere prima della visita

Il villaggio si trova nel distretto di Quan Ba, a circa 50 km a nord della città di Ha Giang lungo la strada nazionale 4C, sulle rive del fiume Mien. Il laboratorio della frazione di Hop Tien è visitabile liberamente, mentre la cooperativa si sostiene attraverso la vendita dei propri tessuti. La tappa si inserisce naturalmente tra il passo di Quan Ba e la salita verso Yen Minh, lungo la strada che porta all’altopiano di Dong Van. Portate con voi contanti in piccoli tagli per gli acquisti e chiedete sempre il permesso prima di fotografare da vicino un’artigiana.

Da Ha Giang città circa 50 km lungo la strada nazionale 4C, circa 1 ora e 30 di viaggio
Da Hanoi circa 330 km, in autobus notturno oppure 6-7 ore di viaggio fino alla città di Ha Giang
Ingresso gratuito, gli acquisti contribuiscono a sostenere la cooperativa
Periodo migliore da settembre ad aprile, stagione secca
Durata consigliata da 1 a 2 ore

Quando visitare Lung Tam?

Il laboratorio lavora tutto l’anno, ma la stagione secca, da settembre ad aprile, rimane la più piacevole per affrontare la strada. In ottobre e novembre, i campi di grano saraceno fioriscono sull’altopiano e la luce autunnale valorizza le facciate in terra battuta. In primavera, intorno al Tet, le donne indossano i loro abiti più belli e le feste del villaggio si susseguono. L’unica riserva riguarda il periodo da giugno ad agosto, quando le piogge monsoniche possono rendere più difficile il percorso attraverso i passi.

Lung Tam figura nella maggior parte dei nostri itinerari tra Ha Giang e l’altopiano di Dong Van. Horizon Vietnam organizza circuiti privati con guida francofona in tutta la regione: contattateci per creare il vostro itinerario.

Nei dintorni: cosa vedere attorno a Lung Tam?

Il passo di Quan Ba e le Montagne Gemelle

Arrivando da Ha Giang, attraverserete la Porta del Cielo di Quan Ba, il primo grande passo sulla strada verso l’altopiano. Il belvedere domina la cittadina di Tam Son e le famose Montagne Gemelle, due colline perfettamente rotonde adagiate tra le risaie, che secondo la leggenda sarebbero state create da una fata.

La grotta di Lung Khuy

A una decina di chilometri da Tam Son, Lung Khuy è considerata la grotta più bella del distretto. Un sentiero sul fianco della montagna conduce all’ingresso, poi passerelle si snodano tra stalattiti e drappeggi di calcite per quasi un chilometro.

Il villaggio Dao di Nam Dam

A pochi chilometri da Tam Son, questo villaggio dell’etnia Dao Cham è diventato famoso per le sue case in terra battuta trasformate in curati homestay. Una notte a Nam Dam completa bene la visita di Lung Tam: qui si scoprono un’altra cultura, un’altra architettura e i bagni alle erbe medicinali di cui i Dao custodiscono la tradizione.

Verso l’altopiano di Dong Van

Lung Tam apre la strada verso il Geoparco globale UNESCO dell’altopiano di Dong Van. Proseguendo verso nord, attraverserete Yen Minh e le sue pinete prima di raggiungere la valle di Sa Phin e l’antico palazzo del re degli H’Mong, quindi il villaggio di Lo Lo Chai, all’estremo nord.

Domande frequenti sul villaggio di Lung Tam

Quanto costa visitare Lung Tam?

L’accesso al villaggio e al laboratorio della cooperativa è gratuito. La cooperativa si finanzia attraverso la vendita dei propri prodotti, i cui prezzi vanno da circa 20.000 dong per un piccolo souvenir fino ad alcune centinaia di migliaia di dong per i pezzi più grandi.

Quanto tempo bisogna prevedere sul posto?

Un’ora è sufficiente per vedere l’intero processo produttivo e il negozio. Prevedete due ore se desiderate provare il batik con la cera d’api o parlare a lungo con le artigiane, idealmente accompagnati da una guida che possa tradurre.

Vale la pena fare una deviazione verso Lung Tam durante il circuito di Ha Giang?

Il villaggio si trova praticamente lungo l’itinerario classico tra Ha Giang e Dong Van, quindi la deviazione è minima. Se siete interessati alle culture montane, è una delle tappe più istruttive di tutto il circuito.

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