Santuario di My Son
Situato a circa 69 km a sud-ovest di Danang, il santuario di My Son rappresenta una delle testimonianze più importanti dell’antica città imperiale del Regno di Champa. Questo complesso è stato un centro spirituale e di preghiera, nonché un simbolo del successo architettonico della dinastia Cham.
Un patrimonio architettonico unico
Questo ospita uno dei complessi di monumenti religiosi più vasti del Vietnam. Con oltre 70 strutture e 25 resti, costruiti tra il VII e il XIII secolo, il santuario è un esempio straordinario dell’arte e dell’architettura Cham, ancora ben conservati fino ad oggi. Tra le caratteristiche più distintive vi sono i fregi scolpiti e gli ornamenti raffinati, tipici dell’arte Cham. Inoltre, ogni tempio del sito ha un elemento comune: il “lingam”, un simbolo di Shiva, protettore dei Chams. Questo elemento sacro conferisce a ciascun luogo di culto un’importanza spirituale unica.
La diversità architettonica di My Son
Una delle caratteristiche più affascinanti di My Son è la sua diversità architettonica. Le strutture dimostrano il talento e l’abilità degli artigiani Cham, che sono riusciti a creare templi e monumenti di rara bellezza. La complessità e la varietà di queste costruzioni collocano My Son tra i più importanti siti archeologici del Sud-est asiatico, al pari di monumenti come Angkor Wat in Cambogia, Borobudur in Indonesia, Vat Phou in Laos e Pagan in Myanmar.
L’importanza spirituale del santuario
Il genio venerato a My Son è Bhardresvara, il re fondatore della regione di Amaravati nella seconda metà del IV secolo. Questo legame con la spiritualità e la religione antica rende il sito un punto di riferimento non solo architettonico ma anche culturale e religioso.
Perché My Son è un luogo da non perdere?
In conclusione, My Son è molto più di un sito archeologico. È un viaggio nel passato, un’immersione nella cultura e nella spiritualità del Regno di Champa. Se stai visitando Danang o le regioni vicine, una visita a My Son ti permetterà di scoprire uno dei patrimoni più preziosi del Vietnam, ammirando allo stesso tempo l’arte e l’architettura di una civiltà antica.