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Nel cuore delle montagne calcaree del nord-est del Vietnam si trova un fenomeno geologico che sembra sfidare la logica e che da sempre alimenta le leggende locali: una montagna attraversata da un’apertura quasi perfettamente circolare, che si apre sulla valle sottostante come un enorme occhio. Gli abitanti Tày della regione chiamano questo luogo Nui Mat Than, ovvero la Montagna dell’Occhio di Dio. Dichiarata sito paesaggistico nazionale nel 2021 e inserita nell’area del Geoparco globale UNESCO Non Nuoc Cao Bang, è una di quelle curiosità naturali la cui contemplazione lascia un’impressione difficile da descrivere: qualcosa tra meraviglia, vertigine e silenzio.
La Montagna dell’Occhio di Dio si trova nella frazione di Ban Danh, nel comune di Quoc Toan, distretto di Tra Linh, nella provincia di Cao Bang, nel nord-est del Vietnam. Si trova a circa 50 km dal centro della città di Cao Bang e a soli 2 km dal lago Thang Hen, che rappresenta un altro importante punto di interesse naturale della zona.

L’Occhio di Dio è il risultato di un processo geologico che si è sviluppato nell’arco di oltre 300 milioni di anni. La provincia di Cao Bang poggia su un vasto altopiano calcareo di origine marina, le cui rocce sono state progressivamente modellate dall’acqua piovana leggermente acida: prima semplici fratture, poi gallerie sotterranee e infine vere e proprie grotte.
L’apertura circolare visibile nella montagna è probabilmente dovuta al crollo della volta di un’antica cavità, un fenomeno che i geologi chiamano dolina di crollo. Le pareti rimaste hanno conservato la forma ovale della volta originaria. Il diametro dell’apertura supera i 50 metri nel punto più largo, mentre l’altezza raggiunge circa 45 metri.
Lo stesso processo sotterraneo spiega la presenza del vicino lago Thang Hen: un insieme di 36 laghi d’altura collegati tra loro da gallerie carsiche invisibili, che si riempiono o si prosciugano parzialmente a seconda delle stagioni. Si tratta di uno spettacolo geologico che può essere osservato direttamente nel paesaggio.

Per i popoli Tày che vivono ai piedi della montagna da generazioni, il foro non ha una spiegazione scientifica: è l’occhio di uno spirito protettore, il genio della montagna, che veglia sulle terre, sui raccolti e sugli abitanti del villaggio da tempi immemorabili. Secondo la tradizione orale, questo occhio si chiude durante la notte per riposare e si apre all’alba per sorvegliare le vallate. Gli anziani del villaggio non passano mai davanti alla montagna senza rivolgerle silenziosamente un pensiero.
Alcuni studiosi locali collegano inoltre questo luogo al nome del distretto di Trà Lĩnh, che potrebbe significare nell’antica lingua Tày “montagna dagli occhi”, una denominazione che risalirebbe a diversi secoli prima della scoperta turistica del sito.
Il cuore della visita consiste nella passeggiata dal villaggio di Bản Danh fino ai piedi della montagna. Il sentiero attraversa campi di mais, risaie terrazzate e prati dove pascolano i bufali. Il percorso è pianeggiante e accessibile a tutti. Considerate circa 20-30 minuti per l’andata e il ritorno.
Si consigliano scarpe chiuse con suola antiscivolo, poiché il terreno è irregolare e può diventare scivoloso dopo la pioggia.

La luce migliore per osservare e fotografare l’Occhio di Dio è quella del mattino, tra le sette e le dieci, quando i raggi del sole penetrano nell’apertura da est e illuminano le pareti interne della roccia.
La Montagna dell’Occhio di Dio è diventata rapidamente uno dei luoghi più ricercati dagli appassionati di fotografia nel nord-est del Vietnam. Dalla valle, l’apertura circolare crea una composizione naturale che unisce cielo, roccia e vegetazione verde, offrendo ottime opportunità fotografiche in diversi momenti della giornata. All’alba e al tramonto, la luce radente crea effetti di contrasto e profondità che pochi altri paesaggi montani del Vietnam possono eguagliare. Se la guida vi accompagna all’interno dell’apertura, è possibile ottenere uno spettacolare effetto controluce sulla valle sottostante.

A soli due chilometri dalla montagna, il sistema lacustre di Thang Hen costituisce un’altra meraviglia geologica della zona. Trentasei laghi d’altura, collegati tra loro da gallerie sotterranee invisibili, si estendono su un altopiano circondato da torri calcaree e fitte foreste. Durante la stagione delle piogge, i laghi raggiungono il livello massimo e riflettono perfettamente le montagne circostanti. Nella stagione secca, soprattutto a settembre e ottobre, il livello dell’acqua si abbassa parzialmente e lascia emergere una vasta pianura ricoperta di erba bassa, attraversata dalla cascata di Nam Tra, creando un paesaggio di una dolcezza quasi irreale. Una passeggiata intorno ai laghi, a piedi o in barca, completa perfettamente la giornata.
Il villaggio di Ban Danh non è stato allestito per il turismo: è un villaggio Tày dove gli abitanti vivono principalmente di agricoltura, coltivando riso e mais, in tradizionali case di legno su palafitte costruite secondo antiche tecniche. I viaggiatori che si prendono il tempo di passeggiare tra le abitazioni, invece di dirigersi subito verso la montagna, possono scoprire una vita rurale autentica: donne che ricamano sulla veranda, bambini che giocano tra le palafitte e anziani che fumano la pipa osservando i visitatori con tranquilla curiosità. È qui che la visita assume una dimensione più umana.
Il villaggio di Bản Danh non dispone di ristoranti veri e propri. Per mangiare, è possibile fermarsi in una delle piccole trattorie lungo la strada nella zona di Trà Lĩnh oppure aspettare di rientrare a Cao Bằng, che si trova a circa un’ora e mezza di strada. La città offre una scelta più ampia per assaggiare le specialità locali.

La specialità più rappresentativa di Cao Bang è il canard arrosto alle sette spezie: il canard viene marinato a lungo con una miscela di zenzero, cardamomo, cannella, anice stellato, aglio, cipolla e pepe, quindi arrostito sulla brace fino a ottenere una pelle croccante e una carne tenera e succosa. È un piatto che gli abitanti ordinano in occasione delle ricorrenze importanti e che spesso i visitatori desiderano assaggiare di nuovo il giorno successivo.
Anche le crêpes di riso ripiene, più sottili e delicate rispetto alla versione di Hanoi, meritano di essere assaggiate al mattino presso il mercato coperto della città. Sono farcite con carne macinata e funghi neri. Per i viaggiatori più avventurosi, le gallette di riso glutinoso con uova di formiche nere, una specialità Tày preparata in primavera, rappresentano un’esperienza gastronomica che va ben oltre la semplice curiosità.
In autunno, lungo le strade tra Cao Bang e Trung Khanh, i venditori arrostiscono le castagne direttamente sul ciglio della strada, su grandi piastre di ghisa. La varietà locale di Trung Khanh, più piccola e più dolce rispetto alle castagne europee, viene raccolta a mano nei mesi di ottobre e novembre. Un piccolo sacchetto di castagne da gustare passeggiando è sicuramente uno degli spuntini più piacevoli da provare durante il viaggio.

Le cascate di Ban Gioc sono tra i luoghi più fotografati del nord del Vietnam. Situate al confine tra Vietnam e Cina, le cascate raggiungono oltre 30 metri nel loro tratto di maggiore dislivello e si estendono per circa 300 metri. Sono considerate una delle più grandi cascate naturali del Sud-Est asiatico e la quarta più grande cascata al mondo situata lungo una frontiera nazionale.

Circa dieci giorni
Hanoi - Ninh Binh - Ha Long - Hue - Da Nang - Hoi An - Saigon - Delta del Mekong
Circa 2 settimane
Hanoi - Ninh Binh - Ha Long - Hue - Da Nang - Hoi An - Saigon - Delta del Mekong - Siem Reap